La madre universale Notte anonima del mondo, fioca luce. Sollevasti il lenzuolo fino alla spalla, tuo figlio ora dorme e lo culli di baci. Lo osservi ancora e sogni nel suo sogno. Mai cresciuto per te, anche se vecchio, lo porti nel grembo ancora. China nelle notti ad allattare il ricordo delle sere d’estati, afose come un amore che toglie respiro e nutre di antiche nostalgie. Il tempo sempre trasporta particelle d’essenza, del tuo profumo rimasto fra queste poche cose. E ombre a tinteggiare muri ormai sbiaditi. Universale amata. La parola, che divenne verbo pronuncio’ il primo nome. Mamma. Roberta Vasselli Venezia, 18 maggio 2003